venerdì 19 febbraio 2010

Modelli culturali per la formazione

Esistono vari altri modelli culturali, non esportabili, ma forse adattabili ad altre realtà.
I paesi scandinavi poggiano il loro welfare occupazionale su tre pilastri: servizi all'impiego, formazione e ammortizzatori sociali.

Anche noi facciamo, più o meno, così, ma il modello scandinavo funziona con più efficienza; probabilmente perchè c'è uno scambio virtuoso tra la flessibilità del sistema e una grande sicurezza dei lavoratori.

In Danimarca, 1/3 della popolazione cambia lavoro ogni anno e non c'è neppure una legge sulla giusta causa del licenziamento. Ma il problema non è sentito. Chi perde il lavoro, sa di poterne trovare un altro, si aspetta di essere aiutato a trovarlo e può comunque godere di un'indennità di disoccupazione che oscilla tra il 70% e l'80% della retribuzione precedente. Ma prima di reinserirsi, il lavoratore sa che dovrà seguire un percorso di formazione.

In Italia invece, è previsto per i lavoratori in cassa integrazione la partecipazione a percorsi formativi e di riqualificazione, con relativo sussidio, ma è contemplata la possibilità di interropere il tutto non appena si viene richiamati sul lavoro. La formazione, in questo caso, appare più che altro come un riempitivo.

Piero R.

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